Le indiscrezioni tornano, ma questa volta con segnali concreti e un cambio di strategia che potrebbe ridisegnare l’app più usata al mondo.
La voce che WhatsApp cominci ad essere a pagamento riemerge nel dibattito online, ancora una volta accompagnato da messaggi allarmistici e catene virali. Finora, però, si è sempre trattato di voci prive di fondamento, smentite dai fatti e dall’evoluzione stessa dell’applicazione. Oggi la situazione appare diversa e, per la prima volta, supportata da elementi tecnici verificabili.
WhatsApp è diventata nel tempo uno strumento essenziale per la comunicazione quotidiana di milioni di persone, anche poco esperte di tecnologia. Proprio per questo, qualsiasi cambiamento nel suo modello di funzionamento suscita attenzione e, talvolta, preoccupazione.
Il punto centrale non è tanto se WhatsApp diventerà a pagamento in senso assoluto, ma come Meta – l’azienda che la controlla – intende bilanciare gratuità, pubblicità e nuove forme di abbonamento, in particolare nei Paesi europei.
Pubblicità in arrivo: cosa cambierà per gli utenti
Le prime informazioni affidabili arrivano dalle versioni di test dell’app, analizzate da esperti del settore. In queste anteprime emergono riferimenti all’introduzione di contenuti sponsorizzati, un passaggio storico per un servizio che, fino ad oggi, è rimasto completamente privo di annunci.

Whatsapp a pagamento cambia modello: cosa vedranno davvero gli utenti sull’app-my-formula
È importante chiarire subito una cosa fondamentale: le chat private non verranno interrotte da banner o messaggi pubblicitari. Gli annunci dovrebbero comparire esclusivamente in aree specifiche come gli Stati di WhatsApp e i Canali, sezioni già pensate per la condivisione di contenuti e aggiornamenti informativi. Per l’utente medio, quindi, l’esperienza di messaggistica resterebbe invariata.
Questa scelta risponde anche alle rigide normative europee sulla protezione dei dati, che impongono maggiore trasparenza nell’uso delle informazioni personali a fini commerciali.
Accanto alla pubblicità, Meta starebbe preparando un’opzione alternativa: un abbonamento mensile per rimuovere completamente gli annunci. Dalle informazioni emerse, il costo ipotizzato si aggirerebbe intorno ai 4 euro al mese, anche se si tratta di una cifra non ancora ufficiale e soggetta a modifiche.
Il pagamento avverrebbe tramite gli store ufficiali, come Google Play e App Store, rendendo l’attivazione e la disattivazione semplici e rapide. Non è escluso che in futuro questo abbonamento possa essere incluso in pacchetti più ampi, comprendenti anche Facebook o Instagram senza pubblicità. Il modello scelto segue una logica già adottata da Meta: l’utente può decidere se “pagare” con la pubblicità o con un abbonamento. È una formula che mantiene l’accesso gratuito per la maggioranza delle persone, introducendo però una nuova fonte di ricavi diretti.
In realtà, WhatsApp non è sempre stata gratuita. Nei primi anni prevedeva un piccolo costo annuale, poi eliminato per favorirne la diffusione globale. Oggi, a distanza di quasi dieci anni, il servizio potrebbe chiudere idealmente il cerchio, offrendo però una libertà di scelta maggiore.
Al momento non esiste una data ufficiale di lancio, ma l’attenzione è rivolta soprattutto all’Unione Europea e al Regno Unito. Nei prossimi mesi, WhatsApp a pagamento potrebbe passare da semplice ipotesi a realtà concreta, con un impatto graduale e, almeno inizialmente, limitato.








