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Multa e punti patente: cambia tutto, cosa cosa accade ora se presenti ricorso

Ricorso multa
Ricorso contro una multa: le novità - (my-formula.it)

La Cassazione stabilisce un principio che rafforza le tutele per gli automobilisti. Ecco cosa cambia in caso di ricorso

La Corte Suprema di Cassazione ha recentemente ribadito un principio fondamentale riguardo all’obbligo di comunicazione dei dati del conducente in caso di multe stradali, con importanti ripercussioni per gli automobilisti che intendono presentare ricorso contro verbali di infrazione. La sentenza n. 32988 del 2025 ha infatti chiarito che tale obbligo non può essere considerato autonomo o slegato dall’esito del verbale principale, modificando quindi la prassi sino ad oggi seguita dagli enti accertatori.

La normativa italiana prevede inoltre che la multa possa essere accompagnata dalla decurtazione dei punti sulla patente di guida, un meccanismo che tutela la sicurezza stradale ma che richiede una corretta gestione delle procedure sanzionatorie per evitare ingiustizie.

Gli automobilisti quindi devono essere consapevoli che la presentazione di un ricorso sospende la validità dell’obbligo di comunicare il conducente fino a una decisione definitiva, ma restano comunque tenuti a seguire la procedura corretta, notificando tempestivamente l’ente accertatore circa la contestazione in atto.

Il principio stabilito dalla Corte di Cassazione

La questione è nata da un ricorso presentato da un automobilista che aveva ricevuto una multa per eccesso di velocità tramite autovelox. Pur avendo comunicato tempestivamente, tramite PEC e secondo le indicazioni ministeriali, la pendenza del giudizio, l’ente accertatore aveva notificato un secondo verbale, questa volta per la violazione dell’articolo 126-bis del Codice della Strada, contestando la mancata comunicazione entro 60 giorni delle generalità del conducente. Nei primi gradi di giudizio, l’interpretazione era stata sfavorevole al ricorrente, ritenendo che il ricorso non sospendesse l’obbligo di indicare il conducente.

Sentenza Cassazione

La pronuncia della Cassazione – (my-formula.it)

Tuttavia, la Corte Suprema di Cassazione ha ribaltato questa impostazione, sottolineando che l’obbligo accessorio di comunicare i dati del conducente può sorgere solo dopo la conclusione definitiva del procedimento amministrativo o giudiziario relativo alla multa principale. In altre parole, finché il verbale è oggetto di contestazione e non ha raggiunto stabilità giuridica, il cittadino non è tenuto a collaborare fornendo tali dati.

I giudici hanno infatti precisato che la proposizione del ricorso sospende il procedimento sanzionatorio, garantendo così il diritto di difesa dell’automobilista. Di conseguenza, la richiesta di indicare il conducente non può essere anticipata e utilizzata come strumento punitivo autonomo rispetto alla sanzione principale. Questo ritorna a una concezione più equilibrata dell’iter sanzionatorio, dove la sanzione accessoria resta tale, cioè una conseguenza e non una condizione indipendente.

Per gli automobilisti che presentano ricorso, il cambiamento è significativo. Non è più necessario indicare immediatamente chi fosse alla guida al momento dell’infrazione, soprattutto se il verbale è ancora sottoposto a giudizio. Rimane comunque una buona prassi informare l’ente accertatore dell’avvenuto ricorso, specificando che la comunicazione dei dati è temporaneamente sospesa in attesa della decisione finale.

Solo nel caso in cui la multa venga confermata in via definitiva, scatterà l’obbligo di comunicare il conducente, pena l’irrogazione di sanzioni aggiuntive. Questa posizione tutela maggiormente il diritto del cittadino alla difesa e limita la possibilità che vengano imposte ulteriori multe basate su un atto ancora non definitivo.

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