Mauro Corona parla del suo “piano per morire” a Cartabianca. Dopo Diego Dalla Palma, il fine vita torna al centro del dibattito.
Nel corso della puntata di “È sempre Cartabianca”, andata in onda su Rete 4 martedì sera, Mauro Corona ha pronunciato una frase che ha lasciato lo studio in silenzio per diversi secondi. “Ho già tutto pronto”, ha detto con voce ferma, riferendosi alla possibilità di scegliere come e quando morire. Lo scrittore e alpinista ha spiegato che quella decisione scatterà solo nel momento in cui le sue condizioni di vita non saranno più, secondo lui, “accettabili”.
Non è la prima volta che il tema del fine vita entra nei salotti televisivi. Negli ultimi giorni, a riaprire la discussione era stato Diego Dalla Palma, make-up artist vicentino, che aveva parlato in modo molto chiaro della sua scelta. Le due testimonianze, seppur diverse, hanno un punto in comune: riportano al centro del dibattito pubblico la questione della libertà personale di fronte alla morte.
Le parole di Diego Dalla Palma riaccendono la questione sul diritto a morire
Il 14 gennaio, il Corriere della Sera ha pubblicato un’intervista a Diego Dalla Palma in occasione del suo 75° compleanno. Nell’articolo, l’artista ha raccontato di aver già organizzato tutto: luogo, tempi, persone coinvolte. Ha spiegato di essersi affidato a un avvocato, a un notaio e anche a un medico disposto a preparare il composto necessario per interrompere la sua vita. Il piano prevede che tutto si svolga all’estero, in una località scelta con cura.
Nessun gesto teatrale. Nessuna spettacolarizzazione. Solo il desiderio, ha detto, di vivere in modo riservato l’ultimo mese, tra cibo buono, vino rosso e le persone giuste. L’idea di base è quella di evitare la sofferenza inutile, quella che spegne la dignità prima ancora della vita stessa.

La scelta di Diego Dalla Palma e l’intervista per i suoi 75 anni ( Fonte IG@diegoperte ) – my-formula.it
La sua intervista ha fatto molto discutere, soprattutto perché il linguaggio usato era semplice, diretto e lucido. Dalla Palma ha ribadito di non voler subire una fine lenta e dolorosa, e di essere determinato a scegliere il momento in cui congedarsi. Il suo racconto ha scosso l’opinione pubblica perché ha dato voce a un pensiero condiviso da molti, ma spesso taciuto.
Durante la puntata successiva di Cartabianca, Dalla Palma ha confermato tutto. Anche in studio, il suo tono era serio, mai provocatorio. Il pubblico, la conduttrice e gli altri ospiti hanno ascoltato senza interrompere. Perché il tema, già complesso, diventa ancora più reale quando a parlarne è una persona in carne e ossa, che racconta il proprio progetto con una calma inquietante.
Mauro Corona racconta il suo “piano” e svela un’esperienza che lo ha segnato
Nel corso della puntata successiva, andata in onda il 16 gennaio 2026, Mauro Corona ha deciso di esporsi. Seduto nel consueto angolo dello studio, ha detto senza esitazioni: “Ho già tutto pronto”. Non ha voluto rivelare i dettagli pratici, ma ha spiegato che l’idea nasce da una riflessione che porta avanti da anni. Per lui, la soglia è molto chiara: quando non si sentirà più padrone della sua vita, prenderà la decisione.
Le sue parole hanno avuto un effetto immediato. Lo studio è rimasto in silenzio per qualche istante. Anche Bianca Berlinguer, abituata a confronti accesi, ha fatto una pausa più lunga del solito. Poi ha provato a capire meglio, chiedendo se si trattasse di un discorso teorico o se ci fosse un’esperienza concreta dietro. Corona ha risposto con un racconto.
Ha parlato di un amico, visto soffrire per settimane. Un dolore costante, che nemmeno la morfina riusciva a calmare. “Chiesi al medico di aiutarlo – ha detto – ma mi rispose che la vita è sacra e non si può fare nulla”. È lì, in quel momento, che Corona ha cominciato a pensare che non avrebbe mai voluto finire così.
“Vorrei che si migliorasse la condizione della morte”, ha aggiunto. Una frase che ha spostato il dibattito da una scelta personale a una questione collettiva. Come si affronta, oggi, l’ultima fase della vita? Cosa succede quando le cure non funzionano più, e la sofferenza supera ogni limite? Le sue domande non avevano toni politici, ma mettevano in luce un vuoto: quello normativo, quello sanitario, e soprattutto quello umano.
Nel corso degli anni, il tema del fine vita è stato oggetto di sentenze, iniziative parlamentari, raccolte firme. Ma il quadro resta frammentato, e molti si trovano costretti a cercare risposte fuori dai confini italiani. Quando persone note, come Dalla Palma e Corona, raccontano il proprio percorso in modo così chiaro, il dibattito si riaccende. Non per provocare, ma perché quel tipo di sincerità rompe la barriera del tabù.








