La lotta contro l’inquinamento e la plastica monouso prosegue con nuove tappe fondamentali nell’ambito delle politiche ambientali dell’Unione europea.
Dopo le modifiche introdotte negli ultimi anni, come l’obbligo di mantenere i tappi attaccati alle bottiglie di plastica e l’incremento della quota di materiale riciclato, si profilano ulteriori cambiamenti destinati a rivoluzionare il settore degli imballaggi plastici.
Le nuove direttive puntano non solo a ridurre i rifiuti, ma anche a rendere gli imballaggi più sostenibili e facilmente riciclabili, aprendo la strada all’utilizzo di materiali innovativi come la bioplastica.
Nuove regole per le bottiglie di plastica: più riciclo e bioplastica
Dal primo gennaio 2025 è entrata in vigore una nuova normativa europea che impone alle bottiglie di plastica una composizione contenente almeno il 25% di materiale riciclato.

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Contestualmente, è stato confermato l’obbligo di confezionare le bottiglie con tappi saldamente annessi, una misura che ha suscitato alcune critiche per la praticità d’uso ma che resta un passo cruciale per ridurre l’inquinamento da tappi dispersi nell’ambiente.
L’attenzione si sposta ora verso il miglioramento della composizione dei contenitori stessi, con l’obiettivo di favorire materiali più ecocompatibili.
L’Unione europea ha fissato obiettivi ambiziosi: entro il 2029, il 90% delle bottiglie di plastica dovrà essere raccolto separatamente per il riciclo, mentre entro il 2030 la percentuale di plastica riciclata nei contenitori dovrà raggiungere il 30%. Questi traguardi rappresentano un ulteriore stimolo per l’industria a innovare e adottare materiali che riducano l’impatto ambientale.
Tra le soluzioni più promettenti c’è l’impiego della bioplastica compostabile o biodegradabile, realizzata principalmente con polimeri come il PLA (Acido Polilattico) e il PHA (Poliidrossialcanoati).
Questi materiali si ottengono dalla fermentazione di zuccheri vegetali e sono in grado di degradarsi più rapidamente rispetto alle plastiche tradizionali, riducendo così la permanenza nell’ambiente.
Il PLA, in particolare, è il tipo di bioplastica più diffuso e attualmente più accessibile in termini di costi, anche se il prezzo rimane ancora superiore rispetto alle plastiche convenzionali.
L’adozione di bioplastiche rappresenta una sfida importante, non solo dal punto di vista economico ma anche tecnico, poiché richiede adeguamenti nelle catene di produzione e nei sistemi di raccolta differenziata.
Tuttavia, il potenziale beneficio per la sostenibilità ambientale è significativo, e le aziende del settore stanno intensificando la ricerca per trovare soluzioni che coniughino efficacia, costi e rispetto per l’ambiente.
Le nuove direttive europee confermano che la transizione verso un modello di economia circolare è una priorità strategica per ridurre l’impatto della plastica sull’ecosistema.
L’innovazione nei materiali e nelle tecnologie di riciclo sarà determinante per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati per la fine del decennio, segnando un’ulteriore evoluzione nel modo in cui concepiamo e utilizziamo gli imballaggi in plastica.








