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Basta un secondo per essere truffati: la frase che i call center usano per incastrarti

Basta un secondo per essere truffati
Attenzione a queste frasi pronunciate al telefono - my-formula.it

Questa piccola attenzione può fare la differenza tra una telefonata innocua e una truffa potenzialmente dannosa.

Nel panorama delle truffe telefoniche, un elemento spicca per la sua pericolosità: la facilità con cui un semplice “sì” pronunciato durante una chiamata a freddo può trasformarsi in un’arma contro chi risponde.

Le chiamate indesiderate da parte di call center, spesso non richieste, continuano a rappresentare una minaccia significativa per la sicurezza dei dati personali e la protezione della privacy degli utenti. La prontezza e la consapevolezza nel rispondere sono diventate dunque fondamentali per evitare spiacevoli sorprese.

Il “sì” che può costare caro: quando una parola diventa un consenso

La dinamica è ormai ben nota tra gli esperti di sicurezza e le autorità competenti: durante una chiamata, un “sì” netto e isolato può essere registrato e successivamente estrapolato o manipolato per rappresentare un consenso valido, ad esempio per sottoscrivere contratti o autorizzare operazioni finanziarie.

Questo accade perché molti call center sfruttano la naturale inclinazione delle persone a rispondere con monosillabi per educazione o per velocità, soprattutto in momenti di distrazione come mentre si cucina o si utilizza il trasporto pubblico.

Basta un secondo per essere truffati

I dettaglia cui fare attenzione – my-formula.it

Non tutte le chiamate sono fraudolente, ma la prudenza è d’obbligo, specialmente se la telefonata non è stata sollecitata dall’utente. Mai fornire un “sì” pulito e senza contesto a interlocutori sconosciuti.

Come difendersi senza essere scortesi: risposte efficaci per smascherare le truffe

Non è necessario adottare un atteggiamento aggressivo per tutelarsi. Al contrario, esistono risposte efficaci e rispettose che mettono in chiaro la propria posizione senza lasciare spazio a interpretazioni ambigue. Tra queste, frasi come:

  • “La ascolto, mi dica pure di cosa si tratta.”
  • “Prima di tutto, mi indica il nome dell’azienda e un recapito verificabile?”
  • “Non do consensi telefonici. Mi mandi tutto per iscritto.”
  • “Non confermo dati personali al telefono su chiamata in ingresso.”

Queste risposte, pur semplici, sono in grado di modificare radicalmente il corso della conversazione. Spesso, il tono e la reazione dell’interlocutore forniscono indicazioni preziose sull’attendibilità della chiamata.

Indicatori di chiamate potenzialmente pericolose

Le truffe tramite telefono utilizzano spesso schemi ricorrenti per indurre fretta e pressione, simili a quelli usati nel phishing via email. Alcuni segnali d’allarme sono:

  • Pressione per decisioni immediate: “solo oggi”, “entro mezz’ora”.
  • Pretesti allarmistici: “problemi amministrativi”, “penali”, “ultima possibilità”.
  • Richieste di dati sensibili (codice fiscale, IBAN, POD, PDR) che un fornitore serio dovrebbe già avere.
  • Offerte eccessivamente vantaggiose senza documentazione trasparente.
  • Domande chiuse ripetute finalizzate ad ottenere un “sì”.

Registro delle Opposizioni e consenso implicito: un falso scudo

Iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni aiuta a ridurre le chiamate promozionali indesiderate, ma non garantisce l’eliminazione totale delle telefonate commerciali, soprattutto se in precedenza si sono forniti consensi in contratti o moduli online o cartacei.

Per questo motivo, è fondamentale controllare sempre con attenzione le clausole e le autorizzazioni legate ai propri dati personali.

Mini-guida pratica in 20 secondi per rispondere alle chiamate sospette

Quando si riceve una chiamata da un numero sconosciuto, adottare la seguente procedura può salvare tempo e prevenire rischi:

  1. Chiedere nome, azienda e motivo della chiamata.
  2. Non confermare mai dati personali al telefono.
  3. Evitare un “sì” secco, preferendo risposte neutre.
  4. Se si parla di contratti, invitare a inviare informazioni via email o tramite area clienti.
  5. Terminare la chiamata e, se necessario, contattare direttamente il proprio fornitore attraverso canali ufficiali.

Cosa fare in caso di consenso involontario

Se si sospetta di aver dato un consenso telefonico non desiderato, è importante agire tempestivamente:

  • Annotare data, ora, numero chiamante e contenuto della conversazione.
  • Verificare email, SMS, area clienti o altre comunicazioni relative a eventuali attivazioni.
  • Contattare il servizio clienti ufficiale per chiarimenti.
  • Contestare immediatamente eventuali contratti o attivazioni non richieste, seguendo le procedure previste.

Il criterio fondamentale da adottare è semplice: non concedere mai un consenso telefonico in modo spontaneo, soprattutto se non si è richiesto il contatto.

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